L’attivista

Me ne stavo tranquilla a leggere il giornale e a bere il caffè, un piacere irrinunciabile, al mattino, da quando sono in pensione. Era una bella giornata tiepida e mi ero seduta fuori dal solito bar, nella piazza centrale della città. Accanto a me, a pochi passi dal mio tavolino, avevano posizionato un gazebo di propaganda elettorale:
“Vota Matteo Renzi alle primarie del Partito Democratico” e una bella gigantografia del giovanotto in questione. -Non male- pensai.
Due attivisti si prendevano cura dell’insieme: un signore anzianotto, seduto al tavolo, occhiali spessi, scuri e capelli radi, tinti, alquanto anacronistico se rapportato al giovanottone sorridente della gigantografia, e una donna.
La donna, di età indefinibile, ma di aspetto più moderno e dinamico, indossava blue jeans, scarpe da tennis, poncho e sciarpa multicolore.
Aveva in mano un pacco di volantini, che tentava di rifilare ai passanti con un linguaggio simpatico e vivace.
La tizia dava delle risposte graffianti e non le mandava a dire. Con i giovani era aggressiva e usava immediatamente il tu. Con le persone anziane si adeguava al loro modo di fare. Se qualcuno poneva una domanda, lei rispondeva con una battuta, ma, se necessario, era pronta a parlare dell’argomento con una certa competenza.
Incuriosita, smisi di leggere per qualche minuto e mi soffermai a osservare e ad ascoltare.
“Votiamo per Matteo Renzi alle primarie del PD? Sì, dai, vedi com’è bello? E così mandiamo a casa qualche vecchiaccio della politica”.
“Mah, tanto non cambia niente, sono tutti uguali”.
“Va bè, allora cosa facciamo, non votiamo? Bisogna imparare a votare bene”.
“Vota Matteo Renzi alle primarie? Dai, Almeno alle primarie di partito!
“Ma non erano di coalizione?
“Eh si, ma noi dobbiamo votare per Renzi!”.
“Ma chi glieli dà i soldi per la campagna elettorale a Renzi?”
“Noi. Ci autotassiamo tutti. Se vuoi dare un contributo, ti do la ricevuta”.
“No… chiedevo tanto per chiedere”.
“Vota Renzi alle primarie, guarda com’è giovane e bello: prova, almeno alle primarie!”
“Eh, sì, ci stavo pensando. Bisogna mandarli a casa tutti”.
“Si spera… almeno una buona parte!”
“Vota Renzi alle primarie come segretario del PD…”
“E perché dovrei?”
“Perché è necessario rinnovare questi partiti di m…, devono smetterla di prendersi i nostri soldi e fare le Società Per Azioni!”
“Io ho altre idee”.
“Se le tenga. Ma voti Renzi alle primarie, questo non la impegna a votare lo stesso partito alle elezioni politiche!”
“Dobbiamo cambiare i partiti. Votiamo in massa per Renzi alle primarie di partito… “
“Ma chi è Renzi?
“E’quello del manifesto, un giovane di belle speranze, al momento Sindaco di Firenze. Dice che dimezzerà il numero dei parlamentari, eliminerà i finanziamenti ai partiti, gli sprechi, i privilegi…”
“Uh, quante cose…!
“Lo voterò quando incomincerà a farle!”
“Se non lo vota come fa…?”
“Ci penserò…”
“Bravo ci pensi e lo voti”.
“Va bè, meglio tentare che mollare!”
“Vota Renzi alle primarie, dai guarda com’è bello e giovane”.
“Io voto Grillo”.
“Anch’io voto Grillo, ma voto anche per Renzi alle primarie, come segretario. Tutti quelli che si sputtanano a dire che toglieranno i finanziamenti pubblici ai partiti, faranno dimagrire la Casta , taglieranno a destra e a manca… io li voto! Voglio vederli alla prova e voglio vedere i partiti con le pezze nel culo!“
“E se poi non fanno niente?”
“Li infilziamo… abbiamo aspettato anche troppo!”
“Vota Matteo Renzi alle Primarie del PD. Non ti impegna a votare il PD!”
“Ma neanche se mi pagano… “
“E allora continua così, ma non ti lamentare se nulla cambia… “
“Il mio voto non me lo fregano più, quelli…”
“Non votando, non si migliora la situazione!”
“Perché, votando si migliora?”
“Bisogna sperare che questa sia la volta buona!”
“Ma si paga per votare alle primarie”?
“Purtroppo si. Due euro”.
“Allora non ci vado: cosa ne ha fatto il PD di tutti i nostri soldi? Più di 200 milioni in meno di quattro anni e chiamalo partito di sinistra!”
“Vero! Si spera di cambiare anche questo… ”

Un’affermazione che non la convinse, sembrava disturbata da un pensiero molesto, continuò a distribuire volantini,  meccanicamente, senza dire nulla, per qualche minuto. Infine, si avviò al gazebo, lasciò sul tavolo quelli che aveva ancora in mano, salutò con un cenno e se se ne andò. Tutto si svolse con una certa rapidità e mi colse di sorpresa… avrei scambiato volentieri due chiacchiere con lei!

Giovanna Rotondo Stuart

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4 Pensieri su &Idquo;L’attivista

  1. Thanks. Could read your article in English — for the most part. Love that politics do you?

    This week we’re working on getting started on radiation treatment to the part of the brain still needing treatment. About 10 percent they say. When things finally get up and running will have six weeks of radiation treatment. Hopefully won’t be knocked off my feet by the process.

    Charlie

  2. non ne valeva la pena. di scambiare quattro chiacchiere con un attivista, intendo: il suo cervello è solo in comodato d’uso. il PD nonostante tutto resta il primo partito in Italia: ecco l’unica cosa sinistra, che peraltro dimostra in modo scientifico l’incapacità (sia per mancanza di informazione che per abitudine al tifo calcistico) del ceto medio italiano di usare la testa. il che mi muove democranticamente più alla rassegnazione che alla speranza – mi fa ghignare acido chi pretende di barattare il mio voto con la speranza – anche perché, come recita il proverbio, chi è causa del suo mal pianga se stesso.

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