Lecco e le sue acque di Peppo Rota

Tempo fa volevo scrivere una storia su “Lecco e le sue acque” e mi ero rivolta a Peppo Rota per avere una mappa delle acque territoriali, di cui lui è esperto conoscitore. Peppo mi aveva inviato un articolo molto interessante, io non ho ancora scritto la mia storia, ma spesso rileggo il suo articolo e mi sembra giusto farlo conoscere ad altri. Mi sono permessa di sostituire un paio dei suoi commenti, sulle varie decisioni di utilizzo delle acque e del territorio, con dei “Mah!”. Spero che Peppo non me ne voglia.

Buona lettura! Giovanna

Ciao, Giovanna, spero tu stia meglio, per i tuoi problemi di salute posso solo farti gli auguri, invece il Caldone è pane per i miei denti.

Il fiume Caldone nasce dalla confluenza, in località Soneda a monte del rione della Bonacina, del torrente Grigna e della Val Boazzo.

L’asta principale del torrente Grigna parte dal canalone Porta della Grigna Meridionale (Grignetta), scende tenendo sulla destra il Nibbio, tutta la strada a tornanti che porta ai Piani Resinelli e alle ville di Ballabio Superiore. Chi sale in montagna solo con l’auto, lo può vedere 50 mt prima della vecchia casa cantoniera, dove una volta bisognava fermarsi per pagare il pedaggio della strada consortile per i Resinelli. Il Grigna attraversa poi Ballabio Superiore ed inferiore per sottopassare la provinciale che porta a Morterone, lasciando poi, sempre sulla destra, l’impianto di depurazione di Ballabio e scende, con diversi salti e saltarelli, verso Soneda, dove si unisce alle acque pure che vengono dal Passo del Lupo.

La Val Boazzo, invece, comincia sotto Morterone, prende le acque di un versante del Monte Due Mani e le acque dei Piani d’Erna (Resegone), passa attraverso le poche cascine, sette o otto, della località Boazzo dove, nei primi anni del ‘900, vivevano tre grandi famiglie: i “Barbis” (Rota), i “Caem Ross” (Invernizzi) e i “Caem Negher” (sempre Invernizzi). Da Boazzo al Passo del Lupo l’acqua scorre in un canyon profondo, formando vasche, vasconi, invasi a forma di marmitte, cascate di vari metri e cascatelle. Certamente questo è il tratto magico della Val Boazzo dove, per fortuna, possono accedere solo coloro che hanno dimestichezza con corde, cordini, imbracature, cioè gente che la montagna la pratica tutti i giorni.

Questo tratto, negli inverni freddi, è meta degli scalatori delle cascate di ghiaccio.

Le acque limpide della val Boazzo, con quattro salti, scendono poi dal Passo del Lupo per unirsi in località Soneda con le acque del torrente Grigna. (Il Passo del Lupo si trova esattamente sulla verticale del nuovo ponte della Lecco-Valsassina).

Da quel punto ha inizio il fiume Caldone e il primo tratto, fino al ponte a due arcate della località S. Egidio, è quello più attraente specialmente quando la portata d’acqua è molto elevata, come negli inverni senza neve ma con acqua in abbondanza. Inoltre, questo è il tratto accessibile a piedi a tutte le persone: grandi e piccini, famiglie e coppie, soprattutto durante i mesi caldi dell’estate. Lungo questo tratto, fino al vascone di ritenuta dei materiali sito in via S. Egidio, vengono effettuate gare di pesca alla trota. Il suddetto vascone è ormai diventato l’ambiente ideale per i Germani reali, ma anche per una coppia di aironi cenerini che si possono vedere all’alba e anche dopo il tramonto.

Il Caldone lo vediamo passare sotto ai due ponti nel rione della Bonacina, a via Garabuso e a Viale Montegrappa. Poi attraversa l’ex area S.A.E., dove si possono ammirare degli interventi edilizi… che dire?  “mah!”.

Ritornando al nostro fiume, lo rivediamo sotto il ponte di Via Alimasco prendere le acque del torrente Volone (completamente interrato), affluente in sponda destra e passare sotto la copertura dell’ex proprietà Achille Ponziani, uscire girando attorno all’A.S.L. di via Tubi per sottopassare le “Meridiane” e di nuovo uscire a cielo libero nel tratto scoperto di via Carlo Porta (anche qui, nonostante il grande Enzo Piano… che dire? “mah!”). Appena sotto il ponte ferroviario, il nostro Caldone sparisce per farsi rivedere presso la Canottieri Lecco  e abbracciare il lago.

La vera verità è che attualmente sono scomparse diverse trafilerie e galvaniche, per cui l’inquinamento del Caldone è dovuto più a sversamenti saltuari e abusivi o a tombinature che scaricano in continuo acque nere.

Mi fermo qui perché avrei molte altre cose da dire sul Caldone.

(Inquinamento delle sorgenti Termini da cromo tra ed esavalente/

Ponte vecchio di Acquate demolito nel 1938 per costruire la S.A.E./ Deviazione Bione su Caldone proposta Magnani-Rota./

Deviazione Caldone su Bione, proposta Graziano Tubi del 1875/

Acque di sub alveo, pozzo Caleotto ecc./

Quota falda freatica legata all’attraversamento di Lecco/

progetto lungofiume in via Carlo Porta).

Spero che ti sia sufficiente quanto sopra scritto.

Peppo

2 Pensieri su &Idquo;Lecco e le sue acque di Peppo Rota

  1. Confesso che non sono ancora riuscita ad amare Lecco nonostante ben 48 anni di frequentazione però devo dire che questo magistrale scritto sui suoi corsi d’acqua mi ha fatto nascere nuova curiosità.
    Ben scritto, molto interessante

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