Incontro alla Biblioteca Ariostea

Ferrara è una bella città!

Resoconto di un piccolo viaggio, con qualche foto non troppo bella, effettivamente non sono una patita delle foto e, se qualcuno non le fa, non ci penso proprio. Il mio consorte, che mi ha gentilmente accompagnato, ne ha scattate tre o quattro con il telefonino, durante la presentazione di “Essere” di Fabio Tombari, ma la sala Agnelli, dove si teneva l’incontro è un ambiente particolare, non adatto ad essere fotografato con il telefonino.  Si respira un aria rinascimentale in questa biblioteca, a volte medievale. Il palazzo Paradiso che la ospita, fu costruito nel 1391 e intendeva essere un Paradiso in terra per  il Duca Alberto V d’Este. Nel 1753 il Palazzo divenne sede della biblioteca civica.

La Biblioteca Ariostea ospita ben 650 opere di Ludovico Ariosto, che è sepolto al primo piano, di cui alcune d’epoca E’ una biblioteca molto grande, con molte attività: ogni giorno c’è un evento e fuori dall’ingresso ci sono due grandi rastrelliere, una per lato, per le biciclette. A Ferrara le biciclette sono un mezzo di trasporto dominante, ma è una città che si presta ad andare in bicicletta: la terra è piatta a Ferrara e il mare avanza implacabile…

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Ingresso della biblioteca

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La sala interna con i manifesti degli eventi

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Marcello che controlla le varie attrezzature

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Il soffitto di legno e affreschi della sala Agnelli

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Il pubblico è arrivato presto, alle 16,30 c’erano già parecchie persone, un modo per trovarsi

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Ho introdotto parlando di Fabio Tombari e Orlando Sora

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Marcello presenta e commenta la lirica “Essere” di Fabio Tombari: una bella interpretazione!

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Un pubblico molto interessato!

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Il Castello

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Girolamo Savonarola era nato a Ferrara.

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I tempi non sono cambiati

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Girolamo Savonarola da una diversa angolazione 

Chris si è molto interessato a Girolamo Savonarola e al termine “arso”, un termine che non conosceva, peccato che non abbia fotografato la seconda lapide in cui c’è scritto com’è morto. La morale delle due lapidi è che i flagellatori dei tiranni e dei corrotti sono comunque eliminati. 

Sulla seconda lapide, ma con data a caratteri romani, c’è scritto:

Arso in Firenze il 23 maggio 1498

 

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