La Resistenza mosaico di Orlando Sora

La resistenza mosaico a Galbiate

Simbolico e personale il mosaico sulla Resistenza di Orlando Sora, in Piazza Martiri della Liberazione di Galbiate. Una tecnica in cui non si era mai cimentato prima, almeno in un’opera pubblica, e che evidenzia la sua abilità e conoscenza delle varie possibilità pittoriche. Sono presenti alcune  delle componenti iconografiche che lui amava: il sole infuocato, i cavalli, la figura umana. Le figure appaiono stilizzate, le braccia protese verso il cielo o la terra in un gesto di dolore: quasi un’implorazione. Anche l’espressione dei cavalli, molto umanizzata, è un grido di dolore, la loro postura sofferente. Un sole  intenso spicca su tutta la scena.
Orlando Sora ebbe la sfortuna di vivere due guerre e la fortuna di non combatterne nessuna: troppo giovane per una, troppo vecchio per l’altra, tuttavia quelle vicende terribili furono devastanti per la la vita di intere comunità.
Sora mi parlava spesso della guerra, soprattutto dell’ultima e del periodo verso la fine o subito dopo, come di un tempo cruento. Un tempo che gli aveva lasciato ricordi vivi e sofferenti  che ci ha trasmesso e interpretato in quest’opera sulla Resistenza.

Il mosaico venne posato nel 1981 dalla Novamosaici – su bozzetto e cartone di Sora – con tecnica diretta.  E’ possibile leggere la firma della ditta che lo ha realizzato in basso a destra, sotto il nome dell’artista e la data. Venne inaugurato nell’aprile dello stesso anno da Angela Guzzi Locatelli, che era stata, con il marito Ulisse Guzzi, un’esponente della Resistenza Lombarda. Quasi un’opera postuma questo lavoro di Sora che si era gravemente ammalato alcuni mesi prima ed era morto nel marzo di quell’anno. Senz’altro la sua ultima opera, anche se si tende a considerare l’acrilico sulla volta del Teatro della Società di Lecco come ultima, forse per essere stata dipinta da lui fisicamente. Non ho mai saputo se avesse avuto la possibilità di vedere il mosaico finito e posato. Non credo,  mi piacerebbe vedere il bozzetto, ma alla Novamosaici, con cui mi sono messa in contatto, non ne sapevano nulla e non conoscevano il mosaico. Anzi, si sono premurati di venire a vederlo e a fotografarlo. I fratelli Toniutti, titolari della ditta, mi hanno detto che loro sono la seconda generazione e il loro padre non ha mai conservato un archivio, cosa che vorrebbero fare loro.

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