Ricordando Aroldo Benini Gianfranco Scotti sulla Provincia di Lecco

Lo ricordo anch’io Aroldo, con molto affetto, era una persona che ammiravo e qualche volta temevo per quel suo modo di individuare ed evidenziare le mie incoerenze. Quella che sono diventata, lo devo anche a lui. Mi manca la sua cultura , il suo spirito acuto, la sua grande coerenza. E manca alla città. Giovanna

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Oggi come allora

Luglio 2015
In questi giorni di caldo intenso, come spesso mi accade, ho nella mente il pianto di un bimbo che da anni mi accompagna. Oggi, la storia di un altro bimbo ha sconvolto il mio cuore e sono andata a cercare le poche righe che avevo scritto allora:

giugno 1981
Sentivo le lacrime pungermi gli occhi: “Mi scusi, penso che piangerò”. Avevo detto al medico che mi assisteva.
Tutta la notte senza poter dormire. Avevo negli orecchi il pianto del bimbo in fondo al pozzo. Lo sentivo nel mio cuore. L’ho preso per mano, l’ho accarezzato, gli ho parlato, gli ho sussurrato le storie che raccontavo ai miei bambini:
“Bimbo bello e caro. Bimbo mio che Dio ti aiuti”.
Per giorni non ho voluto sentire, né sapere. Stesa al buio, senza cuscino, incapace di riposare, sconvolta dal malessere non pensavo che a lui: “Bimbo caro. Bimbo mio. Vorrei scaldarti, cullarti”.